sabato 30 giugno 2012

Louis Armstrong





Louis Armstrong
Non è per niente facile ricostruire la vita di un artista, spesso si finisce col seguirla indirettamente attraverso concerti e piazze ,spesso si divulgano solo informazioni riguardanti le sue sbronze, i suoi rapporti sessuali,le sue conoscenze ,tralasciando un fattore determinante, quale la sua umanità, che persona era in realtà quest’uomo.  Unire atipico è emozionante è forse la cifra del arte di Armstrong e la ragione della sua enorme popolarità nella storia della musica , portando una sferzata di vera autenticità. Louis Armstrong nasce da una famiglia molto povera,senza un padre,passa vari mesi al riformatorio ,in cui apprende l’arte della musica. La sua disponibilità e generosità superano la sua bravura,un oggetto lo segue sempre ,la sua macchina da scrivere, che utilizzava per scrivere ricordi autobiografici,raccolte di scherzi, ma soprattutto la usava per rispondere ai suoi fan, anche quando era massacrato al ritorno di un concerto. Luis non ebbe figli ne adotto uno ,Clarence figlio di sua cugina , alla quale si dedico con amore ,che viene ripreso nei sorrisi delle foto che li ritraggono assieme.  La generosità di Armstrong  è provata dalla storia della magnifica tromba selmer ricevuta in regalo da Re Giorgio V ,nel 1933:pochi anni dopo Lyman Vunk ,trombettista ,la stava ammirando durante un concerto ,Louis lo notò ,e gliela regalò senza indugio. Armstrong fu un importante sostenitore finanziario di martin Luther King e di altri attivisti, per i diritti civili,ma solitamente preferiva lavorare dietro le quinte, non amava confondere i suoli ideali politici con il lavoro. Proprio per questo fecero notizia le poche occasioni in cui rese pubbliche le sue idee, quella più importante fu la pesante critica che rivolse al Presidente Eisenhower, in occasione del conflitto tra segregazionisti e anti-segregazionisti,nel 1957. In quell'occasione Armstrong definì Eisenhower "falso" e "smidollato" a causa della sua inattività; Armstrong cancellò inoltre un tour già pianificato in Unione Sovietica ,dichiarando che il governo statunitense poteva "andare all'inferno", per il modo in cui stava trattando i neri nel sud degli Stati Uniti, e che lui non avrebbe mai potuto rappresentare all'estero un governo che si trovava in conflitto con la gente di colore.