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domenica 1 luglio 2012

Liberia

 

 La Liberia si sta preparando alle elezioni presidenziali di ottobre. Dilaniata da due guerre civili, rispettivamente nel 1989 e nel 1999, ha trovato un pò di tranquillità solo nel 2003, quando, con gli accordi di pace di Accra, l’allora Presidente Charles Taylor accettò di andare in esilio in Nigeria. Dopo un periodo di transizione, nel 2006, ad ottenere la presidenza fu Ellen Johnson Sirleaf, primo Capo di stato donna di tutta l’Africa. Da allora, la Liberia ha raggiunto qualche risultato positivo, ma questo non appare essere sufficiente per permettere all’economia di crescere sensibilmente e alla sua popolazione di vivere in modo dignitoso, in quanto, a distanza di cinque anni, sono molteplici ancora le carenze in campo sanitario, educativo e sociale. Inoltre, il più grande freno allo sviluppo dello Stato è rappresentato dalla corruzione. Infatti, la maggior parte delle verifiche contabili presentate dal GAC (General Auditing Commission) conterrebbe prove di furti da parte degli ufficiali del governo.

Nel frattempo, gli affari continuano e a fine giugno, il governo liberiano ha firmato tre accordi con la Cina del valore di circa tredici milioni di dollari americani. Il primo prevede un supporto alle attività del Monrovia Vocational Training Center e una fornitura di attrezzature; il secondo, invece, riguarda un aiuto nel mantenimento di alcune infrastrutture, come ad esempio il Samuel Kanyon Does Sports Stadium e nella formazione tecnica del personale liberiano; mentre il terzo, concerne la donazione di farmaci antimalarici. Come contropartita, è ipotizzabile pensare che Pechino esigerà una corsia preferenziale per l’acquisto delle materia prime della Liberia e per l’appalto delle grandi opere.

I contratti con la Cina non potranno certo risolvere i problemi di Monrovia, soprattutto ora che con la campagna elettorale entrata nel vivo e la preparazione delle elezioni, il clima si sta facendo sempre più incerto. Infatti, molte sono le questioni aperte. Innanzitutto, la pubblicazione delle circoscrizioni elettorali, che sarebbe dovuta avvenire a fine giugno, ma che è stata posticipata, a causa di un’azione intrapresa dal Liberal Party (LP), il quale ha affermato la non accuratezza del lavoro delle Commissione elettorale nazionale (Nec). In secondo luogo, la volontà della Nec, espressa tramite il suo presidente, James Fromayan, di indire un referenudum ad agosto 2011, riguardante quattro quesiti che andrebbero ad emendare altrettanti articoli della Costituzione: il primo, la posticipazione delle elezioni presidenziali dal primo martedì di ottobre al primo martedì di novembre (art. 83); il secondo, la richiesta della maggioranza semplice per la votazione di tutti i pubblici ufficiali, eccetto il Presidente e il Vice presidente (art.83); il terzo, l’aumento dell’età pensionabile da 70 a 75 anni per il Presidente della Corte Suprema ed i suoi membri (art. 72) e il quarto, l’abbreviazione da 10 a 5 anni del requisito, legato alla durata della residenza, richiesto per accedere alla carica di Capo di Stato (art. 52).

Il referendum è stato poi respinto e le elezioni si terranno regolarmente. I candidati sono Ellen Johnson Sirleaf, attuale Presidente a capo dell’Unity Party, Dew Tuan Wleh Maysan per la National Democratic Coalition, Winston Tumban per Cogress Democratic Change (Cdc), il pastore Kennedy Sandy e Charles Brumskine del Liberty Party (LP). Maysan, ex ambasciatore in Francia e magnate del petrolio, che nel 2005 aveva sostenuto Sirleaf, ora rappresenta una coalizione comprendente molti partiti, tra i quali il suo, ossia il New Deal Movement Party e il National Patriotic Party.

Attualmente, sembrerebbe esserci tra i due partiti un leggero contenzioso, perché la senatrice Jewel Howard-Taylor potrebbe aspirare alla leadership della coalizione. Comunque, recentemente, Maysan avrebbe affermato che se fosse eletto rinuncerebbe al proprio stipendio che verrebbe, invece, utilizzato per costruire infrastrutture pubbliche. Inoltre, sembra voler focalizzare la campagna elettorale sul tema del lavoro, puntando soprattutto sulla gioventù disoccupata.

Tumban, ex ministro della giustizia e Rappresentate Speciale del Segretario Generale dell’Onu per la Somalia dal 2002 al 2005, si è unito al partito di George Weah nell’ultimo anno, ma pare averne già ottenuto il controllo. Invece, LP sembra stia puntando su di un programma dedicato alla riabilitazione degli ex combattenti, ai diritti delle fasce più svantaggiate, nonché al sistema scolastico. Infine, vi è il pastore Sandy, proveniente dagli Stati Uniti, impegnato nella lotta alla corruzione e alla povertà e favorevole alla decentralizzazione del potere. Tuttavia, questi sono solo alcuni dei possibili candidati, infatti, a loro ultimamente si è aggiunto l'ex signore della guerra, e senatore della contea di Nimba, Prince Johnson, ben voluto dagli ex combattenti che vedrebbero in lui un’assicurazione per l’avvenire.


Al di là di un'eventuale esplosione di violenze in concomitanza con i risultati elettorali, la grande questione sul tavolo resta la ricostruzione del comparto sicurezza. . A questo proposito, in data 15 settembre 2010 (Risoluzione 1938/2010), la missione Unmil è stata prolungata fino al settembre di quest'anno, proprio per aiutare il governo di Monrovia a gestire le elezioni. Tuttavia, in questo ultimo periodo le forze armate liberiane dovranno rendersi autonome ed in grado di sostituirsi alla missione Onu non appena il suo mandato scadrà. Tale compito appare molto arduo, principalmente avendo presenti le risorse a disposizione dell’amministrazione. Inoltre, la scadenza del mandato avverrebbe prima dell’annunciazione dei risultati presidenziali e quindi, questo fa supporre che la missione verrà posticipata ulteriormente, almeno fino a quando non si riavrà una presidenza stabile.




sabato 30 giugno 2012

Alborosie Kingston town










                                                                               

Alborosie
Capita spesso che quando si ascolti un artista , e si conosca a memoria tutte le sue canzoni, e si vada a suoi concerti,rimanendo emozionati di come riesca a coinvolgere il pubblico. In realtà però molte volte si sa poco ,di come sono veramente  questi artisti e quello che pensano. Quando un cantante,raggiunge un certa notorietà,viene investito come un’ armatura,che determinerà il suo stile musicale ,e soprattutto del messaggio che vorrà lanciare. Come fece Bob Marley ,che girava il mondo lanciando il suo messaggio di pace e  amore.  Alborosie crea uno stile gangsta,dalle tonalità ribelle ,uniformandosi alle tematiche giamaicane. Tematiche molto scottanti tra le quali c’erano l’omofobia e la legalizzazione della marjuana,la quale secondo Alborosie dovrebbe essere legalizzata,perché innocua ,togliendola dalle mani della criminalità. Il messaggio di Alborosie parla delle minoranze, in particolare della omofobia che in Giamaica è molto evidente. Alborosie è un grande artista le cui doti, lo hanno portato in cima alle classifiche di tutto il mondo.  

martedì 26 giugno 2012

Roy paci malarazza



Malarazza
Malarazza,è una canzone che Roy Paci ha scritto ispirandosi alla poesia  di un anonimo siciliano,pubblicata il 1857 da Lionardo Vigo Calanna, Marchese di galli adoro. Il testo parla di un servo che viene maltrattato da un prepotente e chiede aiuto a Gesù :Il quale gli risponde di farsi giustizia da solo, tirando fuori i denti,perché nessuno farà giustizia per te.


Nu servu tempu fa d’intra na piazza
Prigava a Cristu in cruci e ci dicia:
“Cristu, lu mi padroni mi strapazza
mi tratta comu un cani pi la via.

Si pigghia tuttu cu la sua manazza
Mancu la vita mia dici che è mia
Distruggila Gesù sta malarazza!
Distruggila Gesù fallu pi mmia!
…fallu pi mia!”

Tu ti lamenti, ma che ti lamenti? Pigghia nu bastoni e tira fora li denti!
Tu ti lamenti, ma che ti lamenti? Pigghia nu bastoni e tira fora li denti!

E Cristu m’arrispunni dalla cruci:
“Forsi si so spizzati li to vrazza?
Cu voli la giustizia si la fazza!
Nisciuni ormai chiù la farà pi ttia!

Si tu si un uomo e nun si testa pazza,
ascolta beni sta sentenzia mia,
ca iu ‘nchiodatu in cruci nun saria
s’avissi fattu ciò ca dicu a ttia.
Ca iù ‘inchiadatu in cruci nun saria!”

Tu ti lamenti, ma che ti lamenti? Pigghia nu bastoni e tira fora li denti!
Tu ti lamenti, ma che ti lamenti? Pigghia nu bastoni e tira fora li denti!

Traduzione:
Un servo tempo fa dentro una piazza
pregava Cristo in Croce e gli diceva:
Cristo, il mio padrone mi picchia,
mi tratta come un cane della strada,

si prende tutto con le sue mani,
neanche la mia vita dice che è mia.
Distruggila, Gesù, questa razza infame!
Distruggila, Gesù, fallo per me!
… fallo per me!

Tu ti lamenti, ma che ti lamenti? Prendi un bastone e tira fuori i denti!

E cristo mi risponde della croce:
forse si sono spezzate le tue braccia?
Chi vuole la giustizia, se la faccia!
Nessuno ormai la farà più per te.

Si tu sei un uomo e non una testa pazza
ascolta bene questo mio consiglio
perché io non sarei inchiodato qui
se avessi fatto ciò che ti dico.
Io non sarei inchiodato qui!

Tu ti lamenti, ma che ti lamenti? Prendi un bastone e tira fuori i denti




lunedì 11 giugno 2012

Alpha blondy il suo raggae

Alpha Blondy


Alpha Blondy
Fotografia di Alpha Blondy



Alpha Blondy, nome d'arte di Seydou Koné (Dimbokoro, 1º gennaio 1953), è un cantante ivoriano, cantante reggae molto popolare in Africa Occidentale. Canta principalmente in dioula, francese ed in inglese. Fa parte del gruppo Solar System e ha collaborato anche con il rinomato gruppo The Wailers. Il 13 luglio 2011 ha cantato a Fara Rock (evento musicale tenuto a Fara Gera d'Adda (BG) ogni luglio).

Biografia [modifica]

Primogenito di nove figli, Seydou Konè nacque a Dimbokro nel 1953. Seydou Kone fondò già da ragazzo il suo primo gruppo musicale: l'Atomic Vibration. Dopo il suo trasferimento in Liberia cantò prevalentemente in inglese. Nel 1976 si trasferì negli Stati Uniti d'America dove studiò economia e commercio ed inglese alla New Yorker Columbia University. Egli fece la sua prima esibizione a New York con il gruppo reggae Monyaka. Successivamente, alla fine degli anni settanta egli produsse con un giamaicano sei titoli, ma quest'ultimo scomparve con i suoi nastri e Seydou ebbe un esaurimento nervoso. Dopo il suo ritorno ad Abidjan nel 1981 venne internato dai suoi genitori in un istituto di igiene mentale per due anni. Nel 1983 incise insieme ad alcuni musicisti del Ghana il suo primo album, Jah Glory, grazie al quale vinse tre dischi d'oro. Nel 1985 si esibì per la prima volta in Europa. La sua musica può essere definita appartenente al genere Afro-Reggae, con evidenti influenze africane, europee e caraibiche. I suoi nuovi lavori si orientano verso un genere Roots-Reggae. L'album Jerusalem rappresenta una pietra miliare della sua carriera musicale, prodotto con il gruppo The Wailers da Tuff Gong (Bob Marleys Studios). Alpha Blondy canta i suoi testi in ebraico, inglese, francese, arabo e in alcuni dialetti dell'Africa Occidentale (come ad esempio il baolé ed il dioula). Degno di nota è che durante i suoi tour egli porta con sé la stella di Davide, una Bibbia e il Corano.


Alpha Blondy

alpha-blondyCon la sua eccezionale band questo artista ha sempre proposto al nostro festival concerti memorabili dove il suono essenziale del roots reggae si lega magistralmente alle suggestioni africane. L'ivoriano Alpha Blondy è infatti l'artista che più di ogni altro ha contribuito nella sua lunga carriera a riportare la musica giamaicana verso le sue radici nel continente africano.
Dopo l'infanzia segnata dall'amore per il rock ed il jazz ha scoperto il reggae attraverso Bob Marley e Burning Spear in un lungo soggiorno a New York negli anni settanta: tornato in Costa D'Avorio Alpha ha dato vita ad un'avventura artistica eccezionale che passa attraverso capolavori come 'Cocody rock', 'Apartheid is nazism', 'Jerusalem' e 'Yitzak Rabin', quet'ultimo registrato in Giamaica in collaborazione con i Wailers.
Nel 2011 ha interrotto un silenzio discografico di quatro anni con il suo ultimo CD 'Vision'.

sabato 2 giugno 2012

La musica Reggae

Reggae e Rastafarianesimo: l'era roots reggae



Bob Marley, uno degli artisti di spicco del roots reggae.
Il reggae è spesso associato al movimento rastafari, che fu fortemente influenzato dai musicisti reggae negli anni 70 e 80[15]. Tuttavia, gli argomenti trattati nei brani reggae erano in origine lontani dalla religione rastafari, con canzoni d'amore, temi sessuali o sociali[15] esattamente in linea con le tematiche affrontate precedentemente nello ska e rocksteady. Prima che la cultura rastafari influenzasse la musica reggae, i testi e le musiche erano meno retorici e complessi. L'early reggae era caratterizzato da tematiche ispirate alla musica r&b e soul americana[17]. I rastafari in origine non erano affatto interessati a prendere parte alla vita sociale della Giamaica, preferendo vivere isolati sulle colline, conducendo un'esistenza semplice e del tutto naturale caratterizzata da precise regole religiose e comportamentali[18].
Dieci anni dopo l'indipendenza dalla Gran Bretagna, il popolo giamaicano cominciò ad accorgersi di vivere una situazione peggiore rispetto a prima. L'isola accusava una forte stato di disoccupazione, crimini e violenze. Molte delle nuove generazioni giamaicane che erano cresciute con l'indipendenza erano vittime di ciò, e reagirono con l'arma più potente che avevano a disposizione, ovvero la musica[19]. Al sorgere degli anni 70 i temi cominciarono a mutare, dando voce alla protesta del popolo che desiderava esprimersi contro il governo, mentre incoraggiavano i loro compatrioti ad aderire al patto di giustizia[19]. Un largo numero di questi abbracciò la religione rastafari non solo come manifestazione di ciò che volevano ottenere dal governo, ovvero pace, amore e lotta alla corruzione, ma presentavano un alternativo stile di vita all'interno della logorante povertà che dilagava nel paese[19]. Questi rastafari seguirono gli insegnamenti di Marcus Garvey (auto-aiuto, rimpatrio) per dare luce alla speranza. Nel momento in cui molti musicisti aderirono al movimento, l'influenza del rasta oltre al sound divenne chiara: gran parte dell'ottimismo tipico del reggae sembrò sparire: il basso elettrico divenne più profondo e pronunicato, il ritmo venne rallentato e i testi sembravano promettere fuoco e fiamme[19]. Fu proprio quando gli artisti reggae cominciarono a convertirsti al rastafarianesimo che gli elementi tipici afro-giamaicani divennero il tema centrale come simbolo d'identità e orgoglio[17]. Questa seconda fase di sviluppo del reggae era caratterizzata da tempi rallentati e da un sound complessivamente più rilassato ed ipnotico[20]. Bob Marley e The Wailers furono il tramite per portare il mondo alla conoscenza di questa religione attraverso il nuovo stile giamaicano. Il lato grezzo e selvaggio dei primi ritmi reggae scomparve, e all'inizio degli anni 70, cominciò così ad emergere il roots reggae. Questo stile irresistibile con la sua semplicità, originalità ed essenzialità, tornò alle sue radici africane.

Oggi il simbolo più popolare del rastafarianesimo è Bob Marley, che morì di cancro nel 1981, all'età di 36 anni. L'influenza che ha avuto sulla musica è ancora forte e molti membri della sua famiglia sono oggi artisti reggae. Egli è conosciuto come il "Re del reggae"[21]. Formati nei tardi anni 60, i Wailers erano in origine conosciuti sotto il nome di the "Wailing Rude Bwoys". I membri originali erano Bob Marley, Junior Brathwaite, Peter Tosh e Bunny Livingston[21]. Il gruppo ottenne una certa popolarità durante i primi anni 70 per poi sciogliersi, così Bob Marley decise poi di proseguire il suo progetto come "Bob Marley and the Wailers". Il grande successo di Bob Marley partì dalla Giamaica quando molti cominciarono ad imitarlo cambiando le sorti della scena musicale giamaicana[21]. Il reggae cominciò ad ottenere popolarità su scala internazionale nei primi anni 70, così come anche la cultura rastafari, dovuta principalmente alla fama di Bob Marley, che incorporò temi nyabinghi e rastafari nella sua musica[15]. Brani come "Rastaman Chant" condussero questo movimento e la musica reggae agli occhi del mondo (specialmente tra le minoranze oppresse come gli afro-americani, i nativi americani, prime nazioni canadesi, aborigeni australiani, i maori neozelandesi, o altre popolazioni africane)[15]. Molti musicisti erano alla ricerca del successo e si fecero crescere i dreadlocks iniziando a professare la religione rastafari. I testi di molti brani mutarono cominciando a trattare tematiche rigardanti la religione rasta citando inni come "JAH", "Haile Selassie" e "Rasta". Questi artisti cominciarono a professare il rastafarianesimo per cercare di ottenere popolarità e successo. Molti approfittarono di questa tendenza per giustificare l'uso di marijuana[21]. Bob Marley e molti che seguirono la sua filosofia, sono la voce degli oppressi e dei poveri. Il messaggio inviato tramite la musica in molti casi tratta di oppressione, povertà, schiavitù, apartheid e diritti umani. Il reggae è divenuto una musica a sostegno della lotta all'oppressione giorno per giorno[21]. Altri musicisti reggae con forti elementi religiosi nella loro musica possono essere Toots and The Maytals, Burning Spear, Black Uhuru, Ras Michael, Prince Lincoln Thompson, Bunny Wailer, Prince Far I, Israel Vibration, Bad Brains[15] così come la maggior parte dei gruppi della corrente. Tuttavia alcuni rasta disdegnano il reggae affermando che è una forma di musica commerciale[15