venerdì 22 giugno 2012

Fabrizio De Andrè " Al fianco degli indiani d'America"





                                                                                    Riflessioni:
Poche migliaia di persone hanno decretato la fine e lo sterminio di un popolo di un' altra cultura, costretti in schiavitù da sovrani dittatoriale,  i quali  vedevano tutto quello diverso da loro come incivile ,non adatta alla loro inutile e fatiscente borghesia ,secondo loro dovevano essere educati alle loro usanze e tradizioni, più umanistiche e adatte ad una vita sociale, così hanno quasi sterminato un  popolo, in nome di Gesù, non penso che lui sia stato molto d'accordo. Ancora non  avevano capito che la più grande libertà significa essere se stessi, al di fuori di qualsiasi costrizione imposta dagli altri ,fin quando non limiti la libertà degli altri, perché gli altri dovrebbero limitare la tua? De andrè voleva mandare un messaggio, che ad altri sfugge ancora oggi, che la coscienza individuale ci distingue l'uno dall'altro, portandoci ad una coscienza generale che l'individuo è unico, e che non potrà mai esistere un altro come lui, ed è questo che ci differenzia dagli animali ,ed è questo che fa l'uomo come essere indistinguibile,  nel pensiero simile ad un Dio. Questa è solo una parentesi spero che attraverso la musica ed un forte senso umanistico, dagli errori del passato si prenda spunto per non commettere altre barbarie.