martedì 3 luglio 2012

Signorina anarchia


Signora libertà, signorina fantasia
A volte può capitare di ascoltare una canzone centinaia di volte e non capirne il significato. Ascoltando Se ti tagliassero a pezzetti, la canzone di De André dall'album detto "L'Indiano", ci si può lasciare distrarre dalla musica orecchiabile, dall'arrangiamento quasi pop (era il primo album dopo il rapimento e Fabrizio doveva ripagare al padre i soldi del riscatto, da qui l'esigenza di vendere qualche copia in più del solito...), o lasciarsi trasportare dal suono delle parole e pensare che la canzone sia una storia d'amore:
Ti ho trovata lungo il fiume
che suonavi una foglia di fiore
che cantavi parole leggere, parole d'amore
ho assaggiato le tue labbra di miele rosso rosso
ti ho detto dammi quello che vuoi, io quel che posso.
Magari poi si capisce che la ragazza in questione si è un po' imborghesita e adesso indossa un tailleur... ma no... siamo completamente fuori strada! La canzone è decisamente allegorica e la chiave si trova in una strofa un po' più avanti...
E adesso aspetterò domani
per avere nostalgia
signora libertà signorina fantasia
così preziosa come il vino così gratis come la tristezza
con la tua nuvola di dubbi e di bellezza.
La protagonista è quindi la Libertà (o la Fantasia, ma in qualche concerto Fabrizio si lascia sfuggire "signorina Anarchia"...). E così, una volta capita la metafora, si può ripartire dall'inizio e cominciare a capire... come un giovane Fabrizio si ritrovi sopra il fieno a fare l'amore con la libertà
Rosa gialla rosa di rame
mai ballato così a lungo
lungo il filo della notte sulle pietre del giorno
io suonatore di chitarra io suonatore di mandolino
alla fine siamo caduti sopra il fieno.
Un'iniziazione libertaria che dev'essere avvenuta molto presto, come lo stesso De André racconta a Luciano Lanza:
Come mai si diventa libertari? O hai frequentato un ambiente libertario, cosa che ho fatto fin dai diciotto anni, o altrimenti perché hai un impulso a pensare che il mondo debba essere giusto, che tutti debbano avere come minimo le stesse condizioni di opportunità per potersi esprimere ed evolvere.
Questa giovane libertà, che assomiglia tanto alla fantasia, ha una bella caratteristica: per quanto ci provino a tagliarla a pezzetti, riesce sempre a rinascere, complice la Natura:
Ma se ti tagliassero a pezzetti
il vento li raccoglierebbe
il regno dei ragni cucirebbe la pelle
e la luna la luna tesserebbe i capelli e il viso
e il polline di Dio
di Dio il sorriso.
In effetti, ha molto più senso riferito alla libertà che a una bella ragazza orrendamente spezzettata (brutta immagine decisamente pulp), no?
Ma la parte più interessante della canzone arriva quando la signorina fantasia, ormai invecchiata, si ritrova ad essere una signora Libertà che si accompagna a biechi personaggi...
T'ho incrociata alla stazione
che inseguivi il tuo profumo
presa in trappola da un tailleur grigio fumo
i giornali in una mano e nell'altra il tuo destino
camminavi fianco a fianco al tuo assassino.
A questo assassino che va in giro travestito da paladino della libertà si potrebbero dare tanti volti: i LIBERisti il partito LIBERale, la Statua della Libertà. Più spesso a questi assassini non basta una sola signora e si circondano di tante libertà, ecco così che abbiamo la Casa delle Libertà... Ma anche se maltrattata, violentata, ridotta a una pluralità di privilegi, la libertà rimane sempre qualcosa di cui avere nostalgia, una ragazza che suonava una foglia di fiore.