venerdì 24 maggio 2013

IL TESTAMENTO






IL TESTAMENTO
Facile osannare Fabrizio De Andrè , quando si conoscono le solite canzoni . Parliamo di  una delle canzoni del maestro De Andrè meno ascoltata, ma carica di significati. Il testamento tratta dal quarto 45 giri di De Andrè pubblicata nel 1963. Il testo parla dei pensieri di un uomo, che in punto di morte ,riflette sulla fine della vita e di tutti quelli che si apprestano intorno al  letto di un moribondo.
Ecco le tematiche che prediligono nel testo,l’ironia: L’ironia Deandreiana , è burrascosa, schietta,quasi pirandelliana, ti mostra la vera natura delle sorti,deludendo il perbenismo e l’ipocrisia. De Andrè si fa beffa della varie vicissitudini che ci sono tra di noi, che ci portano ad arrivare a strade  senza  una via d’uscita.
L’Amore: si nota, nei versi centrali della canzone, l’amore emerge  in questa frase, (“forse una lacrima forse una sola sulla mia tomba si spenderà, forse un sorriso forse uno solo al mio ricordo germoglierà”) Ricorda in questa medesima frase, che lui ha amato una sola donna, porgendo in essa tutto l’amore che aveva.
La morte: Il tema della morte è ampiamente discusso da De Andrè che gli ha dedicato un intero album”Tutti morimmo a stento”.
“che un uomo è morto senza pregare fuggendo il peso della pietà” in questa frase si determina il peso che la chiesa assume, nei confronti di quelle persone,che rifiutano i sacramenti in punto di morte,perché non accettano una pietà non meritata,andando incontro alla morte come sono in realtà “fuggendo il peso della pietà”.