giovedì 18 aprile 2013

Goodbye Malinconia - Caparezza



In questa società il ruolo della malinconia ha un’ impronta determinante,  per  stabilire il nesso tra causa ed effetto .Lo scenario in cui tergiversa  L’Italia non pone altre alternative di andarsene  via, da un paese comprato, sfruttato da varie potenze economiche. Non c’è respiro c’è un’aria  contaminata da vari virus deturpanti che siedono in vistose poltrone e vanno in giro in limousine, loro dovrebbero essere i rappresentanti del popolo, ma sono in realtà deturpatori di un potere non dato dal popolo, ma comprato in gran segreto, alla presenza di grandi coppe di champagne, beffando la magistratura aggirandola da esperti giocolieri, sapendo quando agire e quando complottare. Mentre la miseria perversa nei vicoli e nelle stanze più buie di questa città, dove  la malinconia diventa una malattia non gradita ne cercata ma obbligata, da un sistema  forato e sfociato nel più profondo marciume. Spegnendo ,uccidendo qualsiasi forma di speranza di un mondo migliore . Menti illustre sono andate via da questo paese bloccato dall'ignoranza più assurda, di un popolo che si fa aggirare da televisioni e dalla più antica religione che getta le sue radici nel cattolicesimo ,il quale blocca il progresso e fa arretrare il paese non permettendogli di entrare nel nuovo millennio.

Tutte le verità sono facili da capire una volta che sono state rivelate. Il difficile è scoprirle...
   “Galileo Galilei”                            






Sono rimasti soli,
solo loro,
con i loro progetti,
le loro idee,
ormai scoperti,
scomparsi,
sgamati dagli uomini,
troppo deboli ,
Bolliti nella loro partitocrazia,
tra loro,
Nemmeno uno si è pentito.







La voce della pioggia

E tu chi sei? chiesi alla pioggia che scendeva dolce,
e che, strano a dirsi, mi rispose, come traduco di seguito:
sono il Poema della Terra, disse la voce della pioggia,
eterna mi sollevo impalpabile su dalla terraferma e dal mare insondabile,
su verso il cielo, da dove, in forma labile, totalmente cambiata, eppure la stessa,
discendo a bagnare i terreni aridi, scheletriti, le distese di polvere del mondo,
e ciò che in essi senza di me sarebbe solo seme, latente, non nato;
e sempre, di giorno e di notte, restituisco vita alla mia stessa
origine, la faccio pura, la abbellisco;
(perché il canto, emerso dal suo luogo natale, dopo il compimento, l'errare,
sia che di esso importi o no, debitamente ritorna con amore.)