domenica 14 ottobre 2012

Cento passi




La voce della ribellione
Un atto di denuncia per coloro che ci perseguitano,  ci torturano,  ci uccidono . Noi dobbiamo solo stare zitti e sopportare queste atrocità con dolore senza poter dire niente ,dobbiamo girarci dall’altro lato,  far finta di nulla;  gli italiani sono bravi in questo, sono famosi per farsi mettere i piedi in testa da chiunque, a forza di calpestare i nostri diritti siamo diventati nel mondo il paese dove tutto gira senza avere un filo logico, dove persone vengono uccise per aver parlato,  manifestato il loro odio per una setta di uomini senza scrupoli ,corrotti dall’avidità che con l’aiuto del governo sono la vera piaga della società,piaga che va sotto il nome di mafia.
Lo stato siamo noi e se noi permettiamo tutto questo ci rendiamo complici di reati coperti o eseguiti dal governo.  Peppino Impastato, figlio di un mafioso, viveva in prima persona tutto questo ,poteva starsene a casa ,far finta di nulla come la maggior parte di noi che resta incredula davanti ai misfatti senza reagire ,lui ha dimostrato il suo dissenso senza aver paura di niente, ha fondato un giornale parlando dei continui problemi nella regione siciliana Sostenne la lotta dei contadini espropriati per la costruzione della terza pista dell’aeroporto di Palermo ,organizza continue manifestazioni, ma viene sempre arrestato perché elemento dissonante ad un ambiente mafioso. Lui non si arrende e crea una radio satirica denunciando mafiosi e politici, la sua voce inarrestabile non la si può fermare tranne che con la morte, che uccide un uomo ma non il suo pensiero di libertà. Il giorno della morte di Peppino Impastato  la mafia cerca di farlo passare per un suicidio,i carabinieri, prima arma dello stato, che dovrebbero proteggere il cittadino e salvaguardare i suoi diritti ,si macchiano dello stesso sangue che copre i carnefici di Peppino ,coprendo le prove inconfutabili  di un omicidio, ecco come lo stato diventa mafia .Non è cambiato niente da allora, quanti uomini dovranno ancora morire, quanta gente dovrà ancora soffrire, dove ci porterà tutto questo, vogliamo ancora stare zitti ed aspettare che tutto questo ci porti alla distruzione dei nostri diritti, per privilegiare una classe borghese che si arricchisce a nostre spese? Io non vedo nulla,  nessuno spiraglio di luce, nessuna prospettiva,  l’Italia sta diventando una pubblicità ben rivisitata agli occhi del mondo dove grossi finanziatori spendono i loro soldi in un paese sfruttato dalle grandi potenze e nel quale viverci sta diventando una vera impresa.
Volevo trarre un’ultima osservazione ,se solo immaginiamo un bambino cresciuto in un ambiente mafioso come Giuseppe impastato ,il suo pensiero non è stato condizionato dal padre ,non è diventato un mafioso, anzi ha combattuto contro questo ,è riuscito a fare la differenza tra ciò che era giusto e ciò che era moralmente scorretto, aiutato, da quella gente, che come lui, credeva in quegli ideali di giustizia e libertà che sono stati selvaggiamente calpestati.






domenica 7 ottobre 2012

Se io fossi San Gennaro, di Federico Salvatore











La mia città vera, bella ,ma dietro a quella bellezza cosa si nasconde? Una vita di disagio e d’asfalto che copre e riveste di squallido la città ,rovinando il vero volto di napoli fatta di autenticità portata nei secoli ,basti pensare che nel 1800 il regno delle due sicilie che partiva da napoli ed arrivava fino a comprendere l’intera sicilia attuale ,era il terzo paese al mondo su crescita industriale,scientifica ,artistica ,avevamo la seconda flotta navale al mondo più estesa ,sotto il dominio dei borboni ci fu il periodo d’oro per napoli.

Fare il napoletano stanca è vero ,napoli vista dall’ occhio del turista come una città meravigliosa  piena di fascino,per i napoletani diventa solo luogo di sofferenza portata dalla corruzione e la malasanità ,dove entra in vigore solo l’arte di arrangiarsi, dove ognuno deve combattere con i denti per portarsi a casa un pezzo di pane ,dove il lavoro non è garantito non è assicurato da nessuna assicurazione, dove nemmeno nella morte c’è garanzia perché era il primo giorno di lavoro ,(cosi dicono tutti per non dichiarare la verità).









In questo contesto volevo fare un’ultima osservazione, io posso dire di aver visto vari tipi di etnie diverse,tutte mi hanno fatto crescere in una maniera che non credevo fosse possibile,in fine io ho capito che siamo figli di diverse correnti umanistiche che portano a svariati usi e costumi, dovute alle tradizioni popolari,ma non e quello che ci differenzia ,in realtà siamo tutti figli di un unico Dio,io non so chi sia e nemmeno se esista …….












lunedì 1 ottobre 2012

Avril Lavigne Im With You







Anche in un luogo affollato non c’è Nessun suono per lei ,la sua mente è Isolata nel mondo e non riesce a trovare Nessuna soluzione a suoi quesiti. Il Freddo che prova non è dovuto All'ambiente, ma al suo stato d’animo Confuso e percosso dai ricordi, che gli Affiorano alla  mente. Senza un ritorno Effettivo alla normalità, lei non potrà Rincontrare se Stessa, e si perderà a Capire se un sogno Così immaginato, Possa chiaramente riscontrarsi nella sua Realtà quotidiana. Senza cadere nella monotonia più assurda. La voce della Cantautrice è Chiaramente una delle voci più interpretative  che si riscontrano  In Rarissimi casi Della storia della musica. Anche a chi non capirebbe una parola di inglese, la sua Voce gli trasmetterebbe una grande emozione, ed una voglia di ribellione Scaturisce dalla sua persona ,al rifiuto di accettare le cose per come sono, senza Reagire.La sua continua lotta a rompere gli schemi di questa società, minandola se è necessario, fino all'estremo, fin a quando Questo mondo si identifichi con noi, e non dovremo più adattarci a lui.