domenica 24 marzo 2013

Italiella

Il ritorno del brigante – di Cafagna Filomeno


Nacqui in una terra baciata dal sole
Lambita dall’acqua e piena d’amore.
Ella fu dai popoli nel tempo prediletta
e tutti i regnanti dei loro territori
la fecero reginetta.
Da Lei ebbero i natali
omini di menti illustri,
che la storia
non fece vetusti,
e questi per la loro terra ringraziare,
nel corso dei secoli la fecero prosperare.
Ma un di dall’alpe lontano,
giunse un omo col fucile in mano
il quale col piombo e lingua fuggente,
promise terra a chi non avea niente
e, quando di tal promessa si resse fallace
ai poveri ignari li mise alla brace.
Col core  spaccato da questo dolore
S’erse Crocco pien di furore:
<<Terra e Repubblica c’hanno promesso
ma nulla di questo io ho ancora adesso.
Contro il borbone c’han fatto lottare
per poter …
solo un Re cambiare,
e la miseria che non si conosceva,
ora con me si corica la sera.
Bastà!! Non voglio più aspettar
Pertanto contro il savoiardo vado a lottare>>.
Molti furono gli omini da Crocco infiammati
ma dai savoia furon ammazzati
ed affinchè il suo discendente
mai più si potesse ribellare,
la deportazione,
il savoiardo cominciò ad attuare.
Terre, case e mestieri
nel povero Sud non furon più veri
ed ancor oggi, nell’era della globalizzazione
parlar di lavoro è solo impressione;
ma tasse dazi e gabelle
se non le versi,  ti mandan a Finestrelle.
No! nooo, non nel modo che tu poi pensare
ma tendendoti a casa alla berlina
di chi si trova a passare.
Svegliati padre lucano
unisciti al pugliese, che da te non è lontano,
Recatevi a  Bronte dal Siciliano,
passa da Serre per al Calabrese
ricordare, che se siam uniti
qualcosa di buono ancor  si può fare.
Quando tutti  ci sarem riuniti
alla volta di Roma marciare dovremo,
passando da  Porta Pia
breccia di un Italia
che mai fu resa mia.
Canti e Vessilli in alto porremo
mentre  forte il passo  a terra batteremo,
tanto che la terrà si induca a chinare
perché le Due Sicilie ritornano a lottare.





Italiella

La canzone nasce 1868,dopo l’unità d’Italia che avvenne 1861,in quel periodo c’erano diverse correnti politiche filosofiche ,tra cui liberali che sostenevano la rivoluzione come anche i repubblicani e infine
 I filo borbonici. I Savoia sostenevano una monarchia  costituzionale,solamente al sud fu soppressa ,1863
Fu applicata la legge pica ,con la quale si instaurò una dittatura militare “alcuni parlamentari piemontesi ,sostenevano infatti che già dai tratti somatici, si poteva evidenziare il marcio,di cui erano affetti i meridionali ,adottando una politica dittatoriale come quella dei nazisti, distruggendo documenti e prove che attestavano un vero e proprio massacro.”
In tutto il mezzogiorno ci fu l’azione militare alimentata dai Savoia,i quali erano rappresentati dalla persona illustrissima di Camillo Benso conte di Cavour,la sua strategia politica,seppe incastrare nel progetto Garibaldi. Nel 1868 ormai la popolazione meridionale era disillusa completamente dell’Italia,e di coloro che si chiamarono fratelli,mentre stremavano la popolazione a suon di fucilate. Il Brigantaggio non fu altro che l’espressione di gente distrutta da una guerra civile,e che nell’anno in questione,iniziò a percepire i primi effetti di ciò che sarà il fenomeno dell’emigrazione.